sab 14 mag

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Roma

MI RICORDO

12 e 13 maggio 2022 ore 21.00 - IL CORO DI BABELE 14 ore 21.00 e 15 maggio 2022 ore 17.45 - MI RICORDO

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MI RICORDO

Luogo

14 mag, 21:00 – 22:30

Roma, Piazza di Porta S. Giovanni, 10, 00185 Roma RM, Italia

L'evento

Generazione Y è una trilogia teatrale di Barbe à Papa Teatro, composta dagli spettacoli: Il coro di Babele (2019), Mi ricordo (2020) e L’arte della resistenza (2022).

È una trilogia che affronta temi fortemente rappresentativi della generazione alla quale apparteniamo, quella dei nati a cavallo tra gli anni 80 e i primi anni 90, chiamata appunto generazione Y o millennials.

Il tutto è partito nel 2017 quando ci siamo fatti la domanda: “qual è quel posto in cui mi sento a casa?” e la fatica del trovare la risposta è stata comune a tutte le persone che hanno fatto parte di questa ricerca. Perché tutti avevamo lasciato i nostri paesi d’origine, le case della nostra infanzia, ma nessuno aveva ancora trovato un nido sufficientemente caldo da poter chiamare casa. Un posto in cui affetti, luoghi del cuore, progetti e sogni, potessero riunirsi e farsi famiglia. 

E lo smarrimento di questa prima riflessione ci ha fatto chiedere: “sono solo in queste mie paure? O sono ansie che mi accomunano ad altri?” e la risposta ha generato lo spettacolo più doloroso della trilogia, quello che indaga il nostro passato e che ricerca la matrice dei traumi che ci accomunano. Ma se scavarci dentro ci ha fatto male, scoprire di essere insieme ci ha dato la forza di guardare al futuro con maggiore speranza. 

Questo ciclo di tre spettacoli si chiude con un grido di rabbia, e come potrebbe essere altrimenti? Dal dopoguerra ad oggi, la nostra, è la prima generazione ad essere più povera della precedente. E abbiamo ben capito, sulla nostra pelle, che non è soltanto una questione economica, o meglio, l’economia, come un grande domino, si ripercuote su tutti gli altri aspetti della nostra quotidianità. Ma la nostra non è una generazione sfortunata. La nostra sorte è stata determinata dall’egoismo dei nostri padri, ed è a loro che chiederemo conto. Non è più tempo di essere accondiscendenti, di pensare al proprio, alla sopravvivenza; è tempo di resistenza, di solidarietà, è tempo di sacrificarci per chi verrà dopo di noi.