SI SBAGLIAVA DA PROFESSIONISTI
Marco Arturi racconta GIANNI MURA 

 

Sicuramente uno dei migliori giornalisti sportivi di sempre, probabilmente uno dei più grandi giornalisti italiani in assoluto: Gianni Mura se ne è andato il 21 marzo del 2020, a pandemia appena iniziata e con lo sport completamente fermo.

 

Ha lasciato una produzione editoriale sterminata, nella quale hanno trovato un posto di primo piano - con pari dignità - il ciclismo e il calcio, il cibo e il vino, la musica e l'impegno civile. Facendo ricorso a un talento irripetibile per raccontare storie, Mura ci ha regalato negli anni una lettura del mondo visto con gli occhi dell'etica e della passione, quelle che gli hanno fatto sempre preferire quei perdenti che era in grado di riconoscere perfino quando stavano in cima al mondo. Non c'è epica senza etica, non c'è gusto (che si tratti di vino o di cibo) se non c'è condivisione, non c'è vittoria senza la sconfitta, e come disse qualcuno "Poveri vincitori, non sanno quello che si perdono". 

Il mondo che ci ha lasciato Gianni Mura era questo, popolato da campioni capaci di lasciare una traccia indelebile come Marco Pantani, Gigi Riva, Paolo Pulici; da artisti che, come Tenco e De André, hanno saputo raccontare il buio ed altri posti; da tavole imbandite attorno alle quali discutere di tutto e da pergolati dei bar d'estate che erano e rimangono "il migliore dei social network"; da strade che vengono buone da sfondo epico per le imprese del ciclismo - l'unico sport nel quale "chi fugge non è un vigliacco" - ma anche come pretesto per deviazioni dell'ultima ora, fatte alla ricerca di una scusa per imparare e per stare insieme. 


Marco Arturi è uno che in vita sua non ha fatto altro che raccontare storie: non ha mai fatto differenza che fosse per strada, in un bar, su un giornale o su un palco. Ha deciso di scrivere e di portare in giro Si sbagliava da professionisti (dietro al titolo, tratto da un verso di Paolo Conte, c'è una vicenda che merita il racconto) in virtù di un debito inestinguibile nei confronti del grande giornalista di Repubblica e della convinzione che le sue parole siano necessarie più che mai oggi, proprio dopo avere vissuto il primo anno da orfani di Gianni Mura, uno che ha usato tutti i pretesti possibili per raccontare la vita. Per farlo si avvarrà della collaborazione di Amedeo Monda, giovane chitarrista (e rumorista) grossetano che avrà il compito tutt'altro che facile di accompagnare il racconto di una storia che senza musica non potrebbe essere narrata. 

La prima assoluta del monologo/spettacolo è fissata per sabato 29 maggio al TeatroBasilica di piazza San Giovanni a Roma. Si parte alle 20:45, biglietto unico al costo di 15 euro.

Si sbagliava da professionisti - Marco Arturi racconta Gianni Mura
Quando
29 mag, 20:45
Dove
Roma,
Piazza di Porta S. Giovanni, 10, 00185 Roma RM, Italia