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LAUDATO SI'

La sensazione ha ormai elaborato una certezza, la vita è definitivamente cambiata, è come se avessimo definitivamente cancellato il '900.

 

All'improvviso il paradigma di vita di ciascuno è stato sostituito da questo febbraio 2020.

 

Come uno tsunami, abbiamo dovuto accettare un verticale cambiamento, ch'era in itinere da... una 30ina d'anni? (forse dalla caduta del muro di Berlino) ma che facevamo finta di non vedere. Viviamo perennemente innanzi a un bivio: irrigidirci nella pretesa di una restaurazione del modello pre-lockdown oppure planare sull’imprevedibilità dell’attimo che segue.

 

Il Teatro ha la funzione di rispecchiare questo dramma umano, ch'è forse sempre lo stesso e nella sostanza mai cambierà. L’uomo e la propria casa, come nell’Enciclica Papale e nel Cantico Delle Creature di San Francesco, diventa una relazione attraverso cui trovare uno sguardo nuovo.

 

LAUDATO SI’ è un percorso di lavoro che da questa estate sto conducendo attraverso le nostre nuove regole e consuetudini sociali. L’esperienza epifanica alla base dell’esperienza francescana è indagata tra i segni del nostro presente, fisico ed emotivo: gli accadimenti, la cronaca, i progetti per il futuro, la politica, il sesso e la fisica... tutto ciò che ci attraversa al punto da poterlo testimoniare.

 

Il linguaggio con cui dar forma alla narrazione è fortemente determinato dalle occasioni e dalle possibilità relazionali che, continuamente in evoluzione, ci ricordano il senso di comunità. Tra il reale e il virtuale, il laboratorio teatrale sarà dedito alla costruzione di un racconto totalmente radicato sui versi di San Francesco e alle relative ramificazioni.

 

IL Laboratorio è aperto ad un massimo di 12 partecipanti e sarà dal 12 al 19 gennaio, per un lavoro quotidiano di 6 ore. Il costo è di 200 euro. L’età minima richiesta è di 18 anni e per iscriversi bisogna spedire curriculum, foto e presentazione (scritta o video) all’indirizzo progettofarsa@gmail.com entro il 5 gennaio. I nomi dei selezionati saranno comunicati entro le ore 12 del 6 gennaio.

 

Ci sono passaggi storici in cui le pareti crollano in modo improvviso. Non è solo una questione di mura, oltre al recupero tra le macerie, c’è anche il percorso che fa l’aria, questa parte per strade e percorsi che non si possono ingabbiare. Questa sfugge ed istintivamente ridisegna le forme.

 

Un po’ questo ho registrato in questo anno che si va chiudendo. Al di là di come gestiremo i prossimi mesi a venire, resteranno i segni di questa nuova esplosione, la montagna ha partorito un esercito che tine il passo di una domanda: come vivremo?

 

Il Teatro deve dare forma alla questione, al fatto.