SOPRAVVIVERE O VIVERE SOPRA
Strategie di un clown
allenamento e ricerca guidati da Rosa Masciopinto
Calendario
dal 19 al 26 marzo 2027 (tranne domenica 21)
dalle 10.30 alle 16.30 con un’ora di pausa
Presentazione
Fallire e risultare ridicolo sono le grandi paure dell’attore, se non le supera magari continua a fare l’attore, ma non sarà capace di portare in scena né verità né gioia.
Superare è andare oltre, saltare o attraversare. A volte fuori, a volte dentro di sé.
Come ogni attore, il clown fa di tutto per essere amato e ci riesce pur essendo ridicolo e fallendo.
Per noi italiani ‘ridicolo’ è un giudizio, eppure vuol dire semplicemente ‘far ridere’ e far ridere è indiscutibilmente il lavoro del clown. Ridere è una necessità dell’essere umano.
Dedicarsi alla gioia del pubblico è missione specialissima, è talento sì, ma anche tecnica preziosa per ogni tipo d’attore: studiarla vuol dire utilizzarne regole e processi, pratica e sistemi.
Bisogna essere coraggiosi, certo, lasciarsi andare non è semplice, ma l’attore che cerca, a volte può trovare e addirittura ripetere quello stato particolare - fra i tanti possibili - che è essere clown.
Il clown è un personaggio di teatro con uno statuto particolare, appare sulla scena senza appartenere a una storia, per l’attore si tratta di trovare le condizioni affinchè ciò accada: il suo clown gli indicherà la strada per evitare la comicità di cattivo gusto e le idee convenzionali, gli impedirà di credersi buffo ancor prima di esserlo, permetterà di affrontare la lotta più difficile - con l’autocompiacimento, con la presunzione, con il successo a tutti i costi - aiutandolo a lasciarsi andare al piacere enorme di recitare.
È un cammino inseparabile dal teatro, dalla scrittura e dalla drammaturgia perché l’attore non è più un interprete, ma un autore: della sua presenza e del suo universo.
Info e modalità di iscrizione
inviare una mail a basilicalab@gmail.com
con oggetto: Lab Rosa Masciopinto_Nome Cognome
in allegato: breve bio e lettera motivazionale
entro l’11 marzo
laboratorio per un massimo di 16 partecipanti
le conferme saranno comunicate entro il 15 marzo
Costo del laboratorio: 350€
BIO
Attrice, drammaturga, pedagoga e regista, debutta in teatro come mimo nel 1978 per l’ultima regia di Franco Enriquez e sulla pista del Circo Amedeo Orfei.
Studia in Italia, Francia e Inghilterra con Roy Bosier, Carlo Boso, Philippe Gaulier, Pinotto Fava, Gabriella Bartolomei, Kristin Linkelater, Lee Colbert, Trautt-Faggioni, Jango Edwards, Virginia Imaz.
Basata sul teatro fisico e sul clown, la sua ricerca integra arti marziali e psicologia somatica con l’improvvisazione e la drammaturgia dell’attore in quella che Jacques Lecoq chiama ‘Pedagogia della creazione’.
Dal 1986 al 2000 dà vita al duo Operà Comique con cui produce cinque atti unici - collaborando anche con Jean Claude Carrière – e partecipa a varie trasmissioni televisive. Autrice radiofonica, dall’88 al ’96 collabora con la trasmissione Audiobox, diretta da Pinotto Fava.
Negli anni ‘90, insegna Improvvisazione e Drammaturgia agli attori prima all’estero - Francia, Spagna, Canada, U.S.A., poi a Roma - A.N.A.D. Silvio D’Amico, A.I.A.D del Teatro Quirino, STAP-Brancaccio - e a Napoli presso l’Accademia del Teatro Bellini e la Bellini Teatro Factory.
Nel 1997 riceve il Premio Isola del Cinema Europeo come migliore attrice di ‘Senza parole’, cortometraggio candidato agli Oscar e vincitore dei Premi Donatello e Troisi.
Pubblica il monologo Donna d’onore (ed. Battaglia) e i testi teatrali Le scarpe di ferro pesano-Impossibili (ed. Grin).