top of page

NEI BEI SOGNI VENGO UCCISO
LA RAGE
HORIZON

Descrizione

NEL BLU – IN CERCA DI POSSIBILI ORIZZONTI

Call rivolta a coreografi/e e collettivi per la selezione di opere di danza in forma di studio

Il 24 maggio alle ore 19:00 verranno presentati al pubblico i tre progetti in forma di studio selezionati tramite la call Nel Blu – In cerca di possibili orizzonti.



NEI BEI SOGNI VENGO UCCISO - Amalia Franco

di e con Amalia Franco


È un sogno di cose oscure, il sogno ricorrente di cui non veniamo a capo. Un’accozzaglia di allucinazioni da vaudeville, pistolettate western, cuori e cacciatori dell’Ignoto. Mormorio notturno. Io no. Il cuore che si morde la coda. Il buio è il centro, ed uno scherzo, non assenza di visione, piuttosto una visione di qualità particolare, una presenza con una sua consistenza e densità. Quale la materia di questo buio? Che sia la stessa della luce, ma luce riflessa dal nero, trasformata dal nero, trasmutata dal nero. In questi Bei sogni il nero si fa prossimo all’incandescenza, e le figure, le cose che ne emergono sono della stessa natura del buio, fuori sempre, fuori alla notte stessa, senza intenzione alcuna, inetti al discernimento e a dirimere tra superficie e profondità.

Più prossimo al buio è il cuore, che commercia con la parola perduta, e dunque sempre ritornante a fior di labbra, disarticolata, sola molto sola, frammentata, mai nuova anche se inaudita, che arriva, o meglio appare, sempre già esistita. Così le figure.



LA RAGE – Cattiva Compagnia

Produzione esecutiva Cattiva Compagnia

Regia Francesco Cassandra

Co-regia Poetic Punkers

Soggetto Francesco Cassandra

Coreografia Poetic Punkers, Cattiva Compagnia

Testi Cattiva Compagnia

Musiche Damiano Ferretti

Costumi Poetic Punkers, Cattiva Compagnia


La Rage è una favola senza morale, un’epopea fisica attraversata da storie personali. Un branco che corre contro qualcosa che non si vede. Contro un fantasma. Perché chiediamo così poco a un mondo che chiede così tanto? La scena diventa un ring di pugilato dove quattro individualità oscillano tra euforia, stanchezza e desiderio. In uno spazio fisico e sonoro in continua tensione, i corpi si spingono al limite: corrono, si sostengono, si respingono, crollano. La rabbia non è solo esplosione: è un dolce abbandonarsi, un tentativo disperato di trattenere il presente. Il teatro si interroga sul proprio diritto di raccontare il dolore di quattro giovani quattro solitudini che si sfiorano senza mai coincidere del tutto. Il desiderio comune di essere riconosciuti.



HORIZON / in process – Nunzia Picciallo

creazione, suono, visual, performance: Nunzia Picciallo

dialogo e collaborazione alla drammaturgia: Tita Tummillo De Palo


HORIZON parte dalla messa in discussione della verticalità come condizione strutturale dominante, e indaga la relazione tra corpo, suono e materia. Il lavoro propone un passaggio verso l’orizzontalità come spazio di esplorazione, vulnerabilità e trasformazione, in cui le posture vengono osservate, disarticolate e ripensate. La partitura nasce dall’interazione tra un corpo esposto, dispositivi materici e sonori, generando una mappatura sensibile in cui ambiente e presenza, organica e inorganica, coesistono, si informano e si ridefiniscono reciprocamente.

Date

24 maggio 2026, ore 19:00

Prezzo

✦ Biglietto unico: 10€

Crediti Artistici

FRANCO / CATTIVA COMPAGNIA / PICCIALLO

bottom of page